domenica 15 maggio 2011

Ricordi in bianco e nero

Gandhi accompagnato dalla nipote Manu e da Khan Abdul Ghaffar Khan (sin.)
Durante una mia ricerca di informazioni sul web - cosa che porta via tanto tempo, ma regala delle scoperte inaspettate - mi è capitato di incontrare, grazie alla notizia riportata su Nuoveculture, il blog interssantissimo di Anushya S Yadav: The Indian Memory Project.
Anushya è una fotografa nata a Londra e trasferitasi poi a Jaipur, Rajasthan. Dopo aver conseguito un diploma al NID di Ahmedabad si dedica alla grafica e alla comunicazione, fino alla decisione di lavorare come fotografa e documentarista con base a Bombay.
Nella sua biografia si legge di molte prestigiose collaborazioni con riviste importanti e mostre fotografiche in varie gallerie in tutto il mondo.

Nel 2010 decide, dopo aver raccolto un certo numero di vecchie fotografie di matrimoni inviate su Facebook dagli amici, di dar vita ad un progetto sulla memoria delle famiglie indiane.
La memoria dei fatti - piccoli e grandi - che ogni famiglia conserva, e che a volte vengono raccontati proprio di fronte ad una immagine in bianco e nero dei tempi andati.
Matrimoni, certo, ma anche feste, diplomi, vacanze, riunioni di famiglia, nascite, occasioni ufficiali, battaglie politiche, guerre.

Ogni post in questo blog è costituito da una fotografia, corredata dal nome della persona che l'ha spedita e accompagnata da un suo commento alle immagini, con nomi e cognomi e soprattutto aneddoti su genitori, nonni, bisnonni e cugini che vi compaiono.
Le immagini spesso sono molto vecchie e sbiadite, e ritraggono un'India che non c'è più, ma che risulta estremamente affascinante conoscere nei particolari di vita quotidiana delle sue famiglie.

C'è per esempio la storia delle sei sorelle Yadav, tra cui la madre della fotografa, ritratte nel giorno del diploma; oppure la storia di Chameli Devi Jain (ritratta nel giorno del matrimonio), che divenne una attivista gandhiana e trascorse 4 mesi in prigione per aver partecipato ad una protesta; o ancora la foto del ritorno da un viaggio in Iran salutato, all'arrivo dell'aeroporto di Bombay, da una numerosissima delegazione familiare in festa.
Sono tutti da leggere, questi post, tutti estremamente commoventi.

7 commenti:

Nela San ha detto...

La memoria storica, anche delle persone normali, dovrebbe sempre essere considerata un patrimonio. Sia nel bene che nel male.
Credo che questo progetto vada onorato visitando il blog di questa fotografa.
Bye&besos

Elisa Chiodarelli ha detto...

se sfogli un po' il suo blog e cominci a leggere non smetti più. O forse sarà che a me piacciono le storie 'normali' di persone normali.
baci a te!

sonia.namaste ha detto...

Se pensi poi a quanto e' importante la famiglia per gli indiani!

Elisa Chiodarelli ha detto...

vero Sonia, è il fondamento di tutto. Ma un po' anche per noi italiani, forse meno di prima, ma ancora resiste abbastanza...

TuristadiMestiere ha detto...

ho fatto un giretto nel blog, è davvero molto, molto interessante. Ci sono alcune foto molto intense: e non è facile col B/N!

Elisa Chiodarelli ha detto...

si, davvero! ed è così interessante quando qualcuno ti racconta cosa c'è dietro a quell'unico istante in cui quei volti sono stati fissati per sempre. tu fotografi anche in b/n? i ritratti secondo me sono bellissimi e pieni di fascino con questa tecnica.
ciao :-)

FDM ha detto...

bello, grazie per la dritta!

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