venerdì 21 dicembre 2012

Ogni fine è un inizio



Eccoci arrivati al terzo natale per questo blog, un natale che festeggio nella mia nuova casa (vedi foto), con nuovi panorami ed energie rinnovate.
Una delle cose che avrei voluto tanto fare dopo “l’epico trasloco” sta per realizzarsi: la settimana prossima sono in partenza per l’India in un viaggio che vorrei dedicare ancora una volta alla stoffa e alle storie tessute nelle sue trame...
In questi ultimi anni infatti mi accorgo che sono sempre partita da una suggestione o un’idea nata dall’interesse per l’arte - l’arte in senso lato, applicata anche al mondo dell’artigianato tradizionale - per lasciarmi guidare poi attraverso le diverse implicazioni di attualità sociale.

Il khadi di cotone del Mahatma mi ha portata in Gujarat a visitare il suo ashram, alla ricerca dello spirito della lotta non violenta e della resistenza attiva (non ce la faccio a chiamarla "passiva"). Da questa esperienza e dalle lezioni di filatura del cotone grezzo sul charka (il filatoio manuale) è nato il laboratorio per ragazzi in cui si ripercorre la vita di Gandhi e si impara ad accostarsi ad un lavoro manuale ormai quasi dimenticato, che il Mahatma praticava per almeno un’ora al giorno.

Da qui il passo è stato breve verso una delle officine più attuali e più originali dell’applicazione dei principi gandhiani che ci sia oggi in India.
Al Barefoot College, la scuola dei piedi scalzi fondata nel ’72 da Bunker Roy, si fila il cotone e lo si trasforma in manufatti artigianali bellissimi, ma si producono anche energia solare, istruzione, autonomia per le donne e dignità per i più poveri. È un luogo dove le regole vengono messe in discussione e a volte sovvertite, dove il maestro impara e l’allievo insegna, dove titoli e attestati non servono.
In questo luogo speciale ho realizzato, con mio padre, un documentario, che ho portato in giro e discusso con adulti e ragazzi.

Poi sono arrivati i colori e le trame del Kutch, all’estremità occidentale dell’India, a raccontare della resilienza di un pugno di donne, povere e analfabete, che hanno dovuto affrontare una guerra e un terribile terremoto prima di poter rinascere proprio grazie alle loro abilità artigianali.
Una di queste formidabili donne del Gujarat, Ela Bhatt, fondò nel ’72 (un anno favoloso!) il sindacato autonomo di donne auto impiegate Sewa, che in questi 40 anni ha saputo trasformare più di un milione di donne indiane senza voce e senza risorse, in un gruppo forte e risoluto di persone in grado di cambiare il proprio futuro.
Dall'incontro con Sewa è nato un altro video documentario presentato quest'anno ad Internazionale Ferrara.

E questa volta, cosa farò di questo nuovo viaggio in India?
Be' questa volta ho in mente il Rajasthan, con i suoi rosa e i suoi indaco; gli artigiani di tessuti e i cantastorie del deserto. Un viaggio in cui mi fermerò a salutare vecchie conoscenze e cercherò di riannodare i fili di una storia mai conclusa, quella della mia passione per questi luoghi.
E prima di partire, auguro a tutti un buon natale e un buon fine anno!


9 commenti:

blandina ha detto...

Buon Natale a te, cara Elisa, possa il nuovo anno portarti ancora più soddisfazioni.
E buon viaggio in quella terra piena di colore e di passione, non vedo l'ora di leggere i tuoi racconti.

Elisa Chiodarelli ha detto...

Buonissimo natale cara!
complimenti ancora per la tua mostra, e spero anch'io, per te, un sacco di cose nuove, belle ed entusiasmanti!
e Buon Viaggio (il primo e poi anche il secondo...)

Miriam ha detto...

Un abbraccio grandissimo e Buona vita e serenità, buone feste e soprattutto buon viaggio in India, leggere questo post mi trasmette troppe emozioni tanto che non riesco ad aggiungere niente che possa equivalere e stare al passo con la tua bellissima passione per le persone, le donne, la creatività umana!Si, in fondo la vita si muove e cresce grazie a questo, la creatività, i suoi colori dalle mille sfumature, i profumi con tutte le sue storie e intrecci!La vita e le persone, bellissimo telaio da tessere tutti i giorni, con pazienza e tanto amore!
Ciao, tra alti e bassi, tra un vuoto e un pieno...e se puoi quando sarai in india pensami un pò, ho sempre desiderato l'India!

Elisa Chiodarelli ha detto...

ciao cara Miriam! certo che ti penserò, spero di fare il pieno di cose belle da portare a casa e raccontare! Ogni tanto ci vuole un momento per ricaricarsi e prendere la spinta per il tempo che verrà...
ti abbraccio forte forte e ti auguro delle feste felici!!

Katt ha detto...

Tanti auguri anche a te, sono felice che tu riesca a partire, attendo le nuove immagini e i nuovi racconti dall'India che con mia gioia vorrai condividere con noi! Buone feste e buon viaggio!

Elisa Chiodarelli ha detto...

ciao Katia! grazie degli auguri, anch'io ricambio con piacere!! spero di trovare delle cose nuove da raccontarvi, e delle belle foto da pubblicare su questo blog, ma soprattutto, di riposarmi e ricaricarmi.
bacioni grandi!
;-)

Alessandro ha detto...

E dunque buon viaggio, cara Elisa! Che tu possa star bene e tornare più ricca e felice. E raccontarci, raccontarci...

Stefania ha detto...

Bon viaggio! Spero anch'io di andare in India presto...

Elisa Chiodarelli ha detto...

ciao Stefania! davvero ci vai?? che bello, mi racconterai... buon natale, intanto
:-)

ciao prof, grazie, buon viaggio anche a te! spero di tornare così come da tuoi auguri ;-)
bacioni!!

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