mercoledì 13 aprile 2011

Un tempio di campagna


Domenica 3 aprile scorso si è svolta a Pegognaga (MN) la cerimonia di posa della prima pietra di quello che sarà il secondo più grande tempio hindu costruito ex novo sul territorio italiano.
Ero stata invitata da tempo dall'amministrazione comunale, che avevo incontrato in occasione di una mia proiezione del documentario Sulle orme di Gandhi presso il centro culturale Livia Bottardi Milani.
In effetti a Pegognaga vive una comunità indiana piuttosto numerosa - circa 350 persone -, senza contare che nel territorio tutto attorno, dal basso mantovano, al reggiano e modenese, gli indiani, sia hindu che sikh, sono veramente tanti. Si occupano soprattutto dell'allevamento bovino e qualcuno di loro ha già perfettamente imparato l'arte di produrre un ottimo Parmigiano Reggiano (o Grana padano, a seconda della zona).
Qualche tempo fa dunque la comunità indiana locale si è costituita in associazione, la Shri Hari Om Mandir, proprio per organizzare la costruzione di un tempio e per raccogliere i fondi necessari a tutte le fasi della costruzione.


L'amministrazione comunale ha accordato la vendita di un'area di 4000 m2 in zona artigianale Polesine per 240 mila euro; l'associazione ha ottenuto un mutuo di 800 mila euro, e altrettanti circa serviranno per completare i lavori. Ogni famiglia indiana di Pegognaga e dintorni, comprese le famiglie sikh, presenti alla cerimonia di inaugurazione, hanno partecipato alla colletta secondo le proprie possibilità. La struttura potrà accogliere 600 persone in una sala centrale di circa 700 m2. Ma l'intero complesso templare coprirà una superficie doppia, comprese le zone di servizio, l'abitazione del custode, la mensa, le zone per le abluzioni e i magazzini. Insomma, una struttura imponente!
Anche il console indiano Sanjay Kumar Verma, con un lungo discorso rivolto ai presenti (indiani e qualche curioso, oltre all'amministrazione al completo, compreso il parroco), ha lodato l'impresa, e auspicato il rispetto e la collaborazione tra le comunità.

Fin qui niente di particolare, salvo forse il fatto che di notizie del genere se ne sentono poche; normalmente siamo abituati a leggere articoli sui giornali in cui le amministrazioni vietano assembramenti sospetti o fastidiosi in luoghi di culto dubbi, spostano moschee in zone di periferia, accolgono petizioni e raccolte di firme dei cittadini che non vogliono far pregare i muezzin alle cinque di mattina nel proprio quartiere.

Franco Sommi, titolare dell'azienda di costruzione
Invece, la mia curiosità e interesse vanno tutti al fatto straordinario, secondo me, che a progettare e costruire questo nuovo tempio hindu nel bel mezzo della campagna mantovana siano un architetto e un costruttore padanissimi.
Avevo contattato il costruttore Franco Sommi, un signore gentile quanto imponente, già qualche tempo prima, per farmi raccontare le ragioni di questo 'matrimonio misto'. In effetti Sommi non è nuovo ad imprese simili ed evidentemente ormai abituato a mediare tra culture, lingue e richieste. Mi ha raccontato un po' tutto il percorso di questo tempio, il cui cantiere è partito proprio ieri, 11 aprile, e dovrebbe concludersi tra un anno circa.
Ma un incontro inaspettato e davvero felice è stato quello con l'architetto Giovanni Galafassi, che ha progettato l'intero complesso dovendo trovare un compromesso tra le norme igienico sanitarie e di sicurezza e il complicato corpus di regole che i canoni di architettura indiani impongono per la costruzione di un tempio.

acquerello dell'arch. Giovanni Galafassi
Ecco dunque che l'orientamento del tempio rispetterà l'asse est-ovest, con i santuari delle divinità (il tempio sarà dedicato a tutte le divinità) sul lato ovest, mentre l'entrata sarà sormontata da una copertura in stile nagara (stile architettonico dell'India settentrionale) alta 11 metri.
Mi racconta Galafassi degli studi appassionati sui testi di Alain Daniélou, cercando di orientarsi in questo vasto ed affascinante mondo incontrato in modo così insolito.
L'architetto mi ha inviato poi, molto gentilmente, alcuni acquerelli della facciata del tempio, che pubblico qui con un ringraziamento.

acquerello dell'arch. Giovanni Galafassi

18 commenti:

Silvia Merialdo ha detto...

Grazie per questa storia: bellissima, e finalmente un esempio positivo!

Penso però che, purtroppo, i pregiudizi nei confronti delle moschee (e di chi è musulmano in genere) siano molto più forti rispetto ai templi di qualsiasi altra religione.

Tienici informati sui progessi della costruzione, magari ci si va per l'inaugurazione. :-)

Sono stata qualche tempo fa a Novellara, dove c'è un grandissimo tempio sikh: anche quello è un bel connubio di religione indiana e ambiente padano!

Elisa Chiodarelli ha detto...

grazie Silvia, infatti anche a me è sembrata una storia molto significativa dei tempi che cambiano -speriamo- in meglio.
E' vero che i pregiudizi nei confronti dell'Islam però sono molto più forti rispetto all'induismo di queste comunità più o meno ben inserite nel nostro contesto sociale.
Comunque, per star sicuri, durante tutta la cerimonia, c'erano due volanti dei carabinieri che ci tenevano d'occhio...

Sarebbe bello davvero andarci insieme quando inaugurerà!intanto quest'anno andrò a vedere ogni tanto come procedono i lavori.

E a proposito del tempio Sikh, io ero stata tanti anni fa a Rio Saliceto, sempre in quella zona, chissà se è lo stesso tempio..

Silvia Merialdo ha detto...

Penso che il Gurudwara fosse un tempo a Rio Saliceto e poi l'hanno rifatto a Novellara (che è a pochi km di distanza). Quindi fisicamente non è lo stesso, ma la comunità è quella. Ora quello di Novellara si dice che sia il secondo più grande in Europa (dopo Londra).

Sì, sarebbe bellissimo andare all'inaugurazione: fammi sapere!

Nela San ha detto...

Anch'io dopo aver letto il tuo interessante post mi associo a quanto scritto da Silvia. Avendo già capito, leggendoti, delle tue conoscenze profonde di questa religione, non sarebbe male se ci trovassimo con te a far da guida in questo luogo dello spirito, una volta terminata la costruzione.
Se poi ci informerai anche di come procede, sarebbe bellissimo.
Bye&besos

Elisa Chiodarelli ha detto...

Cara Nela, sei molto gentile a dirmi queste cose! e mi piacerebbe davvero che trovassimo un'occasione per conoscerci (tutte!), magari approfittando di una visita ad un tempio di campagna, un giorno, nei prossimi mesi... anche questo sarà un viaggio -anche se non lontano- ma sempre utile per sapere di più e conoscere più profondamente.
baci!

Nela San ha detto...

Cara Elisa, se riesci a combinare l'occasione per conoscerci tutte sarebbe fantastico! Non conta la distanza spaziale dei viaggi ma la predisposizione con cui si viaggia. In fondo anche Proust diceva: "Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi".
Bye&besos e buon fine settimana

Stefania ha detto...

Anche a me piacerebbe visitare un tempio perso nelle campagne! Non ci sono mai stata e in India ci devo ancora andare... Sarebbe l'occasione per vedere una realtà diversa nel territorio in cui viviamo.

Elisa Chiodarelli ha detto...

allora facciamo che quando sarà pronto per l'inaugurazione andiamo tutte quante!
Sarebbe bello, Stefania vedrai che organizziamo!
poi magari facciamo tutte un post sulla gita in campagna, un post incrociato sui nostri blog...
baci!

MilleOrienti ha detto...

Ci andrò sicuramente anch'io, fatemi sapere. Ho scritto varie volte di inaugurazioni di gurdwara sikh, ma i templi hindu in Italia sono molto più rari e questo mi sembra un caso di mediazione culturale molto positivo. ciao

Elisa Chiodarelli ha detto...

allora affare fatto! quando sarà il momento andiamo tutti! può venirne fuori una cosa interessante, qualcosa di bello da raccontare dai nostri vari punti di vista...
ciao!

sonia.namaste ha detto...

Vengo volentieri anche io.
A volte mi unisco alle preghiere degli amici nepalesi o indiani ma...senza un vero tempio non è la stessa cosa!

MaxTux ha detto...

Bellissima la mitologia Hindu, veramente affascinante e ricca, mi piace così tanto che ho fatto un disegno ispirato a Narasimhadeva
http://www.hokmaph.net/blog/?p=800

Elisa Chiodarelli ha detto...

Ciao Max, grazie per il tuo commento! ho visto le cose che fai, accidenti, complimenti!!
La mitologia hindu è veramente affascinante e ricchissima. Pensa che una delle frasi celebri del Mahabharata (antico poema epico) è: "Quel che c'è qui (nel poema), si trova anche altrove, ma quel che qui non c'è, non lo si trova in nessun altro luogo".
Grazie ancora!:-)

Satyaprakash Shankar ha detto...

Secondo me chi parla di supposti "pregiudizi contro le moscheee e i musulmani" lo fa semplicemente perché ignora quel che prescrive il Corano e che si insegna nelle moschee. In un Tempio hindu, buddhista, sikh gianista o quant'altro, si prega per il bene dell'INTERA UMANITA', e si invitano glia ppartenentia lle altre religioni a partecipare, nella certezza che anche loro ne trarranno giovamento. Nelle moschee però si insegna il Corano, e il Corano ordina di pregare che "Allah dia la vittoria ai credenti (musulmani) ed umili i miscredenti (non-musulmani)", e soprattutto si insegna che ciascun musulmano ha il dovere di combattere i non-musulmani fino a quando questi ultimi non si convertanoa forza o paghino la tassa di soggezione dopo essere stati umilati". E' proprio quel che è successo in tutti i paesi in cui l'ilam è prevalso! IL governo italiano non dovrebbe consentire la costruzione di moscheee o la propaganda dell'islam, inq uanto i precetti dell'islam sono incompatibili coi valori fondanti della nostra democrazia: pluralismo, libertà di coscienza, eguaglianza fra uomo e donna, eguaglianza dei cittadini di fromnte alla legge a prescindere dalle loro convinzioni religiose....

Elisa Chiodarelli ha detto...

Satyaprakash, tutti questi principi che citi (quelli che stanno alla base del nostro stato) sono i medesimi che ci impongono di dare spazio, libertà e voce ad ogni credo religioso, anche quello mussulmano.
Sta poi nell'intelligenza delle singole persone - tu, io e tutti gli altri - utilizzare queste libertà nel modo più utile e costruttivo.
:-)

Satyaprakash Shankar ha detto...

Elisa, mi sembra che ti sfugga un piccolo particolare. La nostra Costituzione spiega benissimo che dobbiamo spazio, libertà e voce ad ogni credo religioso soltanto nella misura in cui i dettami di quel credo non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano. Esistono culti religiosi che implicano il cannibalismo o atti di violenza sugli animali, e a questi culti non possiamo dare spazio, in quanto implicano il compimento di azioni che per il nostro ordinamento sono reato. Allo stesso modo - come ha chiarito in modo egregio la grande Oriana Fallaci - neanche l'islam dovrebbe avere diritto ad avere luoghi di culto pubblico in Italia, poichè in quei luoghi di culto si insegna - coerentemente col Corano - che i musulmani debbono rendersi rafforzarsi in un territorio figendosi pacifici, ma aspettando il giorno in cui potranno convertire a forza i non-musulmani o ridurli in istato di soggezione. La maggioranza dei nostri politici ha però più a cuore i petrodollari che l'Arabia Saudita eroga generosamente a chi cede ai suoi diktat, di quanto ha a cuore il rispetto della nostra Costituzione. Per questo, in Italia le moschee proliferano, e coloro che avrebbero il dovere di far rispettare quella Costituzione cui hanno giurato fedeltà e chiuderle si guardano bene dal farlo. Almeno, finché la Lega era al governo, al proliferare delle moschee veniva posto un limite. Ora invece al governo c'è Andrea Riccardi, il boss della comunità di S. Egidio, amico stretto dei capi dell'integralismo islamico, e la situaione sta tornando a prima degli anni '90... SE alla fine gli Europei finiranno anche loro come i Persiani, come i Berberi, come i Siriaci, come i Bizantini, resi schiavi dei musulmani e cittadini di seconda classe, la colpa sarà anche di quei buonisti che non hanno capito che l'islam non è un culto come gli altri, ma un'ideologia militaristico espansionistica che ha sempre seminato morte e distruzione in tutti i paesi in cui si è diffuso...

Satyaprakash Shankar ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Satyaprakash Shankar ha detto...

Elisa farebbe inoltre bene a leggere con attenzione questo post
http://www.lisistrata.com/news/?p=233
e a chiedersi: perché mai dovremmo consentire in casa nostra di aprire moschee a quelli che in casa loro non permettono l'apertura di chiese, templi, ecc., e nemmeno le riunioni per un culto diverso dall'islam tenute in case private? Perché mai ignorare il princpio della reciprocità, evitando di dire - in modo coerente - non si aprirà alcuna moschea nei paesi non islamici fino a quando i musulmani non accetteranno di aprire luoghi di culto non-islamici in Arabia Saudita. Lo sa Elisa che in Arabia Saudita, patria dell'Islam, è persino vietato avere nella propria casa una copia della Bibbia, dei Veda, dei Canone buddhista, che non è onsentito nemmeno portare al collo una croce o un simbolo dell'OM nonostante nel paese paese risiedano molti cristiani, hindu e buddhisti? La verità sull'islam è semplice, se non lo conosci ti fai abbindolare, ma se lo conosci lo eviti!

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